Cantiere di Via Moreno: tra amnesie selettive e meriti del passato, la Giunta chieda scusa

L’assemblea pubblica convocata dall’Amministrazione Portera sul tema del ponte di Via Moreno
si è rivelata, purtroppo, l’ennesimo esercizio di distrazione di massa.
Invece di fornire risposte concrete sui ritardi e su possibili soluzioni per limitare i disagi creati,
l’Amministrazione ha messo in atto una manovra diversiva, spostando l’attenzione sul rifacimento
degli argini del torrente Mellea.
Un’analisi senz’altro utile e che dimostra quanto i lavori siano importanti per contrastare il rischio
idrogeologico.
La città, però, questi progetti li conosce da anni: la progettazione e la realizzazione sugli argini
dei fiumi Maira e Mella sono iniziati ormai vent’anni fa, sotto altre amministrazioni, grazie alla
lungimiranza di amministratori che hanno tenuto duro nonostante le polemiche portate avanti da
persone che non ne avevano compreso l’importanza (alcune delle quali in sala durante
l’assemblea).
La Giunta Portera farebbe meglio a concentrarsi sulle opere di propria competenza, ossia
l’attuale gestione della chiusura del ponte.
Su questo, purtroppo, nell’assemblea di venerdì, è emerso ancora una volta un mix di
incompetenza e superficialità, ma condito anche con qualcosa in più.
Si è appreso, infatti, dal tecnico Direttore dei Lavori che la durata dell’intervento è sempre stata
preventivata in 7 mesi dall’inizio dei lavori strutturali
(una volta spostati i sottoservizi) e che
quindi, ad oggi, l’apertura è prevista per metà maggio.
Ma allora come è possibile che l’Assessora Brizio a settembre avesse parlato di apertura a
gennaio 2026?

Basta riprendere i giornali del 10 settembre scorso per ritrovare il suo virgolettato in cui
prometteva la riapertura proprio per le “prime settimane del 2026”.
A questo punto il dubbio è lecito: siamo di fronte a un improvviso problema di memoria o
l’Assessora è vittima di un complotto dei giornalisti locali che le mettono in bocca parole
mai pronunciate?

C’è ben poco da ridere, però, per chi vive la strada ogni giorno: forse l’Assessora sperava in un
miracolo, o semplicemente non ha letto le carte del cantiere, preferendo ignorare i cronoprogrammi
reali a favore di annunci elettorali puntualmente smentiti dai fatti.
Quel che è certo è che la Giunta non ha presidiato il cantiere, per cui, a questa confusione
comunicativa, si è aggiunta una gestione logistica disastrosa. È mancata totalmente una
programmazione per attutire l’impatto della chiusura:
nessuna misura per snellire gli ingorghi,
nessuna segnaletica alternativa nei comuni limitrofi. I risultati si sono visti in questi giorni: al primo
accenno di neve, la città è rimasta paralizzata, con code interminabili che dalla rotonda dell’Eumed
arrivavano fino al semaforo.
E’ inutile chiedere pazienza ai cittadini perchè i lavori sul ponte servono a rendere la città più
sicura, è inutile parlare addirittura della tragedia di Niscemi di pochi giorni fa. Da parte nostra,
nessuno ha mai contestato la necessità di tali opere, tanto più che sono state portate avanti
negli anni di amministrazione di centrosinistra, né ha mai negato che la loro realizzazione
comporti inevitabilmente dei disagi temporanei alla cittadinanza
. Ma la politica serve anche
a questo: a gestire i disagi e a mitigarli!
Non serve a nulla arrampicarsi sugli specchi e presentare ora i progetti di opere iniziate anni fa:
l’unica cosa che questa amministrazione deve realmente “intestarsi” è il disagio creato ai
saviglianesi. Più che assemblee evasive, servirebbe un atto di onestà intellettuale: chiedere
scusa alla città per la mala gestione e mettersi al lavoro per rimediare a questo disastro.

PD – Circolo di Savigliano